Avventure in frontiera… in versi

_LM_5528_1 _LM_5515_1 IMG-20150907-WA0001Per attraversare la frontiera tra Uzbekistan e Kirghizistan ci sono voluti 30 minuti; un tempo record. Il problema sono state le 6 ore e mezza che abbiamo impiegato per trovarla! 6 ore in cui è successo di tutto.
Oggi, a un po’ di tempo di distanza, smaltito lo spavento e con il nostro viaggio ormai concluso, abbiamo deciso di rendervi partecipi di quest’avventura imprevista.

Perché in versi? Perché il tempo in macchina non passa mai e ogni scusa è buona per tenersi occupati. Buona lettura.

Questo che voi leggerete
non sarà il solito post.
Poche righe e capirete
come e dove we get lost.

Questa storia non la inventi
e non può che esser vera;
parla di quattro viandanti
che si perdono in frontiera.

In ritardo di due ore,
alle 10 del mattino,
messo su il navigatore
il traguardo par vicino.

Ma ogni viaggio che sia tale
ti nasconde un’avventura,
e quest’ultima è reale
solo se mette paura.

Strade chiuse, deviazioni,
il percorso un po’ cambiato;
un po’ spavaldi un po’ cojoni
imbocchiamo uno sterrato.

Dopo più di una gincana
tra le vacche sul sentiero,
questa rotta così strana
ci fa sorgere un pensiero:

“Ai monti Uzbeki stiamo in alto;
questo qui però è un confine!
non è assurdo che l’asfalto
lasci spazio alle galline?”

E nel mentre che pensiamo
tutt’incerti andiamo avanti,
GPS stretto in mano,
aspettando cambiamenti.

Aspetta, aspetta… aspetta ancora…
Risaliamo dalla valle.
Sul GPS la frontiera
ora è alle nostre spalle.

“Non ci credo Gengis Van,
è successo veramente:
Siamo già in Kirghizistan!
però clandestinamente.”

E nel mentre che invertiamo
‘l verso della nostra rotta,
d’improvviso ci accorgiamo
che la situazione scotta:

tutto ai lati della via
e giù per tutta la vallata,
cresce senza ritrosia
una pianta rinomata.

Noi scendiamo per sgranchirci
e notiamo cosa strana.
Solo un attimo per dirci:
“regà questa è marjuana!”.

“Che abbondanza! che splendore!”
Ci diciam con emozione,
ma in un attimo l’ardore
lascia spazio alla ragione:

chi per sorte od imprevisto
scopre un fatto un po’ illegale,
gli convien non esser visto
dal colpevole del male.

“Non si può. Torniamo indietro!
Se ci beccano è un casino.”
…Dopo solo qualche metro
incontriamo un contadino.

Siamo chiari dalle prime
e facciam finta di niente:
che ci indichi il confine
e poi via immediatamente.

Quello invece non capisce,
ci sorride e ha un solo dente.
Dopo poco preferisce
affidarci ad altra gente.

Strilla verso le vallate,
scuote i bracci suoi sudati
e dalle piante, inaspettate,
…due uniformi di soldati.

 
“Ma che cosa hai combinato?
sciocco tu e tutti i tuoi pari!
io ti chiedo un po’ d’aiuto
e mi chiami i militari?”

“Passport passport!” ci fa uno
e noi subito pensiamo:
“se je rode un poco il culo
In Mongolia ‘n c’arivamo”

Se li guarda, se li tiene
e la voce è sparsa già.
Dalla valle gente viene
per la grande novità:

Quattro giovani italiani
con soldati e contadini
a cui riempiono le mani
con la Vodka e i Gentilini

Ma se noi e i contadini
smorzavamo la tensione,
dei soldati i sorrisini
eran rari;  un’eccezione.

Dopo un po’ di questa attesa,
ostentando poca fretta,
dalla ripida discesa
giunge un’altra camionetta…

Ecco, la frittata è fatta!
È stato bello questo viaggio;
affrontiamo la disfatta
con contegno e con coraggio.

Escon quattro facce serie,
di cui due col mitra in mano.
Dicon senza troppe storie
di seguirli e li seguiamo.

Fatti solo pochi metri,
in un luogo più appartato,
tra pensieri bui e tetri,
il GVan viene fermato.

Dopo un ordine scendiamo
e pensiamo a cose fatte:
“Che destino infame e gramo:
giustiziati tra le fratte.

Ma se il lato buon guardiamo,
tra quest’ “erba”, son sincero,
meglio del campo di grano
dove sta sepolto Piero.”

Ma con questi bui pensieri
Ci si scava già la fossa!
E con cuore da guerrieri
ci giochiam l’ultima mossa:

uno guarda i passaporti
e ci fa: “Where are you from?”
Noi un po’ cupi e tutti assorti
rispondiamo: “Italia, Rome!!”

Per uscir da tutto questo,
– Ascoltate lazialotti! –
‘mpo’ sornioni abbiamo chiesto:
“Do you know Francesco Totti?”

Al quesito inaspettato
Cambia tutto all’improvviso
e il suo volto, prima irato,
lascia spazio a un gran sorriso.

Dell’Europa conosceva
risultati e squadre varie;
Della Roma sbrodolava
giocatori e vecchie glorie.

Chiaccherando passa un’ora;
non si sa cosa aspettiamo,
quando d’improvviso ancora
un’altra macchina vediamo.

È un terzetto del terrore
e la faccenda torna seria:
un commissario, un traduttore
e una guardia di frontiera.

Guarda tu sfiga di merda!…
E penso triste a casa mia,
mentre sono in mezzo all’ ”erba”
con soldati e polizia.

Ma la cosa esilarante
è che noi e siffatta gente,
circondati dalle piante,
facevam finta di niente!

Poi l’interprete al comando,
dopo averlo presentato,
il commissario traducendo,
ci riporta il suo quesito:

“Hello guys, calm down, no fear!
My collegue just want to know
How you four ‘ve arrived here
And what exactly ‘ve gone wrong”

“Caro mio, chi ti comanda,
vuol ch’io la pazienza perda.
La risposta a ‘sta domanda
è che le strade so’ na merda!!”

…Diplomatici al contrario,
elenchiamo con dettagli
quali, lungo quel sentiero,
sono stati i nostri sbagli.

Ma lui, privo di pietà,
chiede passaporti e visti
per scortarci giù in città
come quattro terroristi…

Una storia, questa mia,
che si allunga all’infinito,
ma il livello di agonia
credo avervi ben chiarito.

Non dirò della centrale,
dell’attesa di due ore,
della chiacchera cordiale
con l’amico traduttore

Taccio poi, una volta usciti,
la curiosa eccitazione
degli autoctoni venuti
per la strana situazione.

Con abbracci, auguri e foto
poi ci siamo congedati.
La giornata abbiam perduto,
i piani nostri son cambiati.

Tanta strizza, tempo perso
e un rimorso esagerato
per aver guidato verso
quel malefico sterrato.

Ma ripenso a ‘ste vicende
e una riflessione scrivo:
solo se un viaggio sorprende
ti farà sentire vivo.

 

 

 

Luca Marnetto

Gengis Van
Eat the road. Feed your mind

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One Comment

  1. Ciao ragazzi, complimenti per la vostra impresa. Sono già stato in Asia Centrale e le vostre descrizioni calzano a pennello sulle mie esperienze, comprese le assurdità! Vi chiedevo, gentilmente, visto che il vostro viaggio passa da Istanbul, direttamente al Kazakistan , se avete fatto il posto di frontiera Georgiano-Russo di Kazbegi-Vladicavkaz, proseguendo poi per Elitsa, Astrakan e Atyrau in Kazakistan. Vi chiedo troppo se mi raccontate del vostro itinerario kazako ? In Kazakistan , qual e strada avete fatto e quali città avete toccato? Io le altre volte sono entrato da Celjabinsk ,Troik, ma la prossima primavera mi piacerebbe fare il percorso dal Caucaso. Confidando nella vostra attenzione e mostrandomi disponibile per notizie che potrebbero interessarvi , vi saluto e buon viaggio. Giuliano Valla Reggio Emilia. giulianovalla@gmail.com

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