Perché il Mongolia Charity Rally e non un viaggio indipendente?

La proposta è arrivata dal nostro Marco. Ci è sembrata semplicemente una bella idea per fare due cose in una: un viaggio pazzesco e una cosa utile, per quanto infinitamente piccola.

L’idea di dover raccogliere tutti questi soldi per la macchina rende sicuramente il tutto più difficile, ma siamo stati da subito tutti concordi sul fatto che cercare sponsor, organizzare eventi, raccolte fondi, creare il materiale adatto per farci apprezzare e obbligarci ad allargare le nostre conoscenze, sarebbe stata un’esperienza molto formativa che ci avrebbe arricchito come persone, ma anche – in un certo senso – professionalmente. Non passa giorno in cui non ci chiediamo se abbiamo fatto il passo più lungo della gamba, ma rischiare fa parte del gioco… si cresce, e fallire è un’eventualità che, sebbene tolleriamo a fatica, ci spaventa relativamente.

Volendo trovare delle motivazioni più “materiali”, possiamo dire che il fatto di vincolarsi pagando un’iscrizione (630€) già a Novembre, è stato un ottimo modo per non rischiare di far diventare quest’idea una delle tante sparate tra amici che non si realizzeranno mai. In più, il fatto di lasciare la macchina e tornare in aereo è sicuramente un costo, ma consente di risparmiare altre 4 settimane per il viaggio di ritorno, facendo rientrare quest’esperienza in delle tempistiche compatibili con le nostre vite.