Perché la Mongolia?

L’impegno di Go Help in Mongolia nasce dalla passione dei suoi fondatori per questo luogo incredibile, dove ad essere protagonista è la natura più sconfinata che si possa immaginare. Un luogo dove circa il 30% della popolazione è nomade e vive ancora rispettando religiosamente tradizioni secolari. Si pensi che su un territorio grande il doppio di tutta l’Italia, vive la metà delle persone che abitano a Roma.

Circondata da grandi potenze la Mongolia ha tentato di ritagliarsi un ruolo aprendosi all’economia di mercato. Ciò ha generato una crescita economica di cui poca parte della popolazione gode (il 20% vive con meno di un dollaro al giorno) e ha condotto ad un’urbanizzazione rapida quanto disordinata che ha dato luogo a periferie degradate e decisamente poco vivibili. In queste stesse periferie, specialmente durante gli inverni gelidi, si riversa gran parte della popolazione nomade, determinando, tra le altre cose, un sovraffollamento delle strutture scolastiche. La Mongolia sperimenta infatti uno dei tassi di fertilità più elevati del mondo; il 60% dei suoi abitanti ha meno di 30 anni. Nelle periferie delle città è quindi elevatissima la presenza di bambini a cui spesso viene preclusa la possibilità di avere un’istruzione adeguata poiché non vengono accettati nelle scuole locali. Go Help ha deciso di puntare su di loro per il futuro del paese, investendo sulla loro istruzione attraverso borse di studio e mediante la costruzione delle Book House: delle piccole strutture situate nelle periferie di Ulan Bator che, oltre a libri e giochi, offrono ai bambini e ai loro genitori un punto di ritrovo, di scambio e di apprendimento.