Guca specchio dei Balcani

Prima rivelazione del viaggio: i nazionalisti serbi hanno doti di equilibrismo che i nazionalisti nostrani si sognano.

Ogni anno a Guca si tiene il folkloristico Festival della Tromba, durante il quale, per una settimana, questa cittadina montana a sud di Belgrado si popola di gipsy strombazzanti. Quantomeno questo è quello che ci saremmo aspettati da Guca. Purtroppo, però, la sfortuna ci assiste e gli strombazzamenti finiscono a mezzanotte, poco dopo il nostro arrivo. Da questo momento – ci dicono – inizia il giorno del silenzio, per commemorare il ventennale della guerra con la Croazia. In realtà la decisione di interrompere il festival è stata presa il giorno stesso per opporsi polemicamente ai festeggiamenti dei croati. Ci rimane solamente da attaccarci alle economicissime birre serbe.

In giro per il paese, nonostante l’interruzione del festival, si notano facilmente moltissimi gipsy, riconoscibili perché notevolmente più scuri dei bianchissimi e biondissimi serbi. Veniamo subito approcciati da uno di loro che, pur non spiccicando una parola di inglese, si siede con noi. Per quanto Lorenzo provi a riesumare conoscenze della lingua serba di una vita passata, la scena, vista dall’esterno, deve sembrare molto simile a quella in cui nel film “balla coi lupi” uccello scalciante insegna a dire “tatanka” al volenteroso Kevin Kostner. Insomma la conversazione termina con l’esposizione dei nostri nomi e del suo, curiosamente Marco.

Tornando alla considerazione iniziale, colpisce che in una situazione simile vi siano molti ragazzi nazionalisti serbi che alzano cori inneggianti alla patria e al nazionalismo, strumentalizzando, allo scopo di rinvigorire l’orgoglio serbo, un festival in cui i gipsy (gente non propriamente qualificabile come nazionalista convinta) sono gli indiscussi protagonisti e che alimenta un discreto turismo estero, benché di nicchia.

Per quanto dobbiamo riconoscere di non aver preso troppo bene la sfortunata coincidenza di essere capitati proprio nel giorno in cui i serbi hanno subito da parte dei croati una delle peggiori pulizie etniche degli ultimi venti anni, siamo consapevoli di aver assistito ad una dinamica tipica dei paesi della ex jugoslavia che – come abbiamo percepito anche dai giovani serbi senza sforzarci nemmeno troppo – non sono proprio rimasti in ottimi rapporti.

Per fortuna, la delusione di aver solamente assaporato l’atmosfera festosa e spensierata è stata facilmente archiviata da un’esplosiva Rakjia fatta in casa, offertaci dalla generosa famiglia che ci ha permesso di accamparci nel loro giardino, un liquore a base di prugna dalla gradazione imprecisata che loro stessi (decisamente non degli astemi) consigliano di bere molto lentamente.

Per chi si voglia documentare meglio dell’operazione tempesta posta in essere dalla Croazia contro la minoranza serba segnaliamo questo articolo dell’East Journal

Manlio Garrone

Gengis Van
Hit the road. Feed your mind.

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10 Comments

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